Arbalete Xifos


Una spada per la pesca nel blu

Il nome di questo arbalète presuppone grandi aspettative, un fucile di queste caratteristiche non può che essere ispirato a uno dei pesci più belli e ambiti del mediterraneo: il pesce spada. Il nome greco del pesce Xiphias, deriva da xifos = spada per il caratteristico prolungamento del mascellare superiore.

La pesca in apnea in questi ultimi anni ha avuto una grande diffusione ed espansione in Italia e nel mediterraneo ma al contempo la difficoltà di catturare in maniera sempre più metodica prede di peso e prestigio nel sottocosta a causa della sempre più insistente pesca professionale ha portato il pescatore in apnea a ricercare i suoi pesci sempre più a largo nel mare aperto alla ricerca dei grossi e potenti pesci pelagici.

In oceano questo tipo di pesca esiste da sempre ed è praticata con lunghi fucili plurielastici che per noi pescatori del mediterraneo sembrano improponibili.
Il pescatore dell’oceano spara su prede del suo stesso peso e a volte molto di più e per fare questo ha bisogno di un arma potente che possa scagliare un’asta di almeno 500 gr. di peso a una distanza di 5- 6 metri dalla punta del fucile.

È una pesca estrema, non priva di pericoli: la forza di questi pesci è sconvolgente e presuppone innanzitutto una grande preparazione psicologica e atletica e poi l’utilizzo di una attrezzatura all’altezza della situazione dove niente deve essere tralasciato o sottovalutato.

I fucili lunghi e potenti sono armi non facili da brandeggiare e gestire ,soprattutto con forti correnti e con scarza visibilità, dove il pesce si materializza all’improvviso. Per questo motivo ho progettato un arbalète non estremamente lungo (110 e 120cm) ma con tre elastici dalla linea filante e idrodimanica.

È un’arma con una massa notevole (il peso del 200 senza asta e mulinello è di circa Kg 3,00) perché deve assorbire il rinculo provocato dallo sparo ma è stato progettato con una forma filante e idrodinamica e il suo profilo è stato studiato per inglobare i tre elastici circolari.

Gli elastici si impacchettano perfettamente nella forma del fusto non si accavallano e danno al fusto una forma compatta a osso di seppia.

La testata ha una forma molto complessa che otre ad avere il compito di disporre gli elastici in maniera parallela tra di loro, si comporta anche da freno idrodinamico durante lo sparo evitando di far impennare la punta del fucile in alto.

La parte posteriore del fusto dello Xifos è stata allargata rispetto al Dentex per dare più massa nella parte posteriore che è quella complice nell’assorbire il rinculo, senza lasciare il compito solo alla forza del polso del pescatore.

L’impugnatura è quasi uguale a l’ormai collaudata e comodissima impugnatura Giman è stata solo maggiorata in larghezza. Lo spessore in più si trova a destra per i destri, a sinistra per i mancini, questo per avere un appoggio piatto in più per il palmo della mano, la posizione delle dita rimane comoda e naturale perché la performazione è incassata nello spessore in più.

Il fusto è in lamellare in 6 strati che lo rendono ancora più rigido. Per la realizzazione sono state scelte tre essenze diverse di legni ognuno per una sua caratteristica: rigidità, compattezza, leggerezza.

Come sempre l’assetto è regolabile per mezzo delle piastrine in acciaio contenute nell’apposita fresatura sotto il fusto e sotto l’impugnatura. Il bilanciamento variabile è molto importante perché da la possibilità di allestire il fucile con pesi di aste diverse e di assettarlo in maniera personale anche il mare o oceani con gradi di salinità diversi.

Le piastrine per il bilanciamento sono posizionate in maniera da non far girare il fucile dalla parte dell’asta quando lo si lascia in acqua . Questo sistema oltre a rendere il brandeggio e i movimenti più fluidi e naturali non crea coppie di rotazioni sull’asse dello stesso, durante lo sparo deleterio per la precisione del tiro.

Una novità la troviamo nella scatola di scatto. Lo sganciasagola bilancino è stato arretrato e posizionato lateralmente alla scatola di scatto. Questo sistema permette di montare sull’asta un supplementare spinotto di ben 5cm. più arretrato dei tradizionali permettendo di caricare gli elastici 5cm più arretrati,( ad esempio il 110 caricherà a115cm e il 120 a125cm).

Questo sistema ci da un grande vantaggio perché ci permette di avere più potenza senza allungare il fusto a tutto vantaggio di brandeggio e ingombro del fucile.

Naturalmente un fucile così estremo aveva bisogno di un mulinello dalle adeguate caratteristiche. Per questo la Giman ha studiato l’Archimede Mega. L’Archimede MEGA è un mulinello con lo stesso progetto dei precedenti Archimede da 20 ,30 50mt. ma sovradimensionato nella struttura e le dimensioni per lavorare in condizioni estreme. E’ realizzato interamente in resina acetalica e le colonnine e la staffa in acciaio 316. Contiene 100mt di Dyneema da 1,5mm è un mulinello resistentissimo e compatto sicuro e comodo da utilizzare con la solita frizione dal lato opposto della manovella avvolgifilo.

 

Gallery Xifos